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Circa il 2.5 % della popolazione umana è affetta da allergie e intolleranze alimentari. Il dato però si raddoppia o triplica nel caso vengano considerati i bambini al di sotto dei 3 anni di età. L’ultima indagine ISTAT indica come le allergie rappresentino il 9,9% delle malattie più diffuse in Italia. Di queste allergie, circa il 90% viene attribuita a 8 alimenti: latte vaccino, uova, crostacei, pesce, arachidi, soia, frutta con guscio, cereali. L’elenco degli allergeni alimentari è comunque molto più ampio. E’ stato documentato che oltre 160 altri alimenti possono causare forme allergiche. Elenchi aggiornati si possono trovare sul sito: http://www.allergen.org. L’utilizzo di ingredienti complessi e di additivi alimentari sempre più elaborati, per migliorare il gusto, l’aspetto e la conservazione, può determinare la presenza, non evidenziata in etichetta, di sostanze che possono causare reazioni allergiche su soggetti sensibili. Con il recepimento della Direttiva 2003/89/CE è obbligatorio per i produttori indicare in etichetta i seguenti ingredienti e le sostanze da loro derivate, responsabili di allergie ed intolleranze alimentari. La dichiarazione in etichetta è obbligatoria, indipendentemente dalla loro quantità, ad eccezione dell’anidride solforosa per la quale è fissato un limite di 10 mg/kg. La contaminazione degli alimenti con sostanze allergeniche può verificarsi in ogni fase della catena produttiva (produzione, trasporto, stoccaggio) e interessa anche i fornitori del packaging.
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